Fuorisalone

Fuorisalone: che tipo sei?

Design /feste, design /feste e ancora design/feste.

Anche il Fuorisalone 2019, in realtà è molto di più. È un momento di aggregazione culturale, di comunità, di accettazione delle diversità, ma anche – e specialmente- di studio dell’antropologia umana.

Troppi paroloni?

Ecco, il Fuorisalone è il momento in cui la fauna umana dà il meglio di sé, distinguendosi in categorie ben precise e facilmente riconoscibili. Nessuno escluso.

Ebbene sì, tutti, ma proprio tutti al Fuorisalone mostrano il loro dark side e noi, che amiamo la diversità più di chiunque altro, non vedevamo l’ora di sottolineare le vostre (e nostre) manie.

 

L’Esperto

Non si può non iniziare con il vero Re del Fuorisalone, l’Esperto con la E maiuscola. Quell’individuo che ha in mano Google Maps e non ha paura di usarlo, né tantomeno di farsi vedere mentre lo sfrutta al cento per cento.

Anzi, ne va fiero!

Perché l’Esperto si prepara, pianifica e studia tutti i flyers che ha raccattato nei giorni precedenti, ha già messo “mi piace” e “parteciperò” a tutti gli eventi più Cool, In ed è l’unico che riesce ad entrare ai party segreti. Ma non quelli segreti che poi tutti conoscono: a quelli segreti per davvero!

E ciò che è più sorprendete, è che tutti un po’ invidiano l’Esperto! Ammettetelo!

Perché non si perde nulla, perché “organizzazione” è probabilmente il suo secondo nome e sa dove e quando colpire. È una macchina da guerra, un generale tedesco seguito da uno stuolo di giovani adoranti che seguono lo ovunque e comunque.

 

Voto: 7 –

Consiglio: state allerta, non tutti sono veri nerd del Fuorisalone.

 

Il Fuorisede

Li riconosci perché puntualmente ti sorpassano in coda per prendere il free drink, ti accerchiano mentre addenti un panino alle 2 di notte e ti urtano per sbaglio e ti chiedono scusa “ma sono troppo sbronzo”. Sono gli studenti fuorisede.

Giovani e belli. A loro le Dottor Martens stanno sempre bene, hanno l’aria di chi ha il mondo in pugno e fa finta di non esserne terrorizzato.

Chiasso ed entusiasmo sono le parole chiave della loro esperienza al Fuorisalone, che è a metà tra una sagra di birra e un museo futuristico di cui si fingono grandi esperti.

Sono quelli che vanno in Tortona e Lambrate perché tutti ci vanno. Sono quelli che seguono la massa e che, alla fine, si ritrovano alle Colonne di San Lorenzo a bere la classica birretta.

Vorremmo essere in loro? No, ma solo perché la sessione d’esame è alle porte e sono così sfatti che non se lo ricordano.

 

Voto: 4.

Consiglio: Ripigliatevi 

pantera rosa1

Il Provolone

Il Provolone si fa bello, si lucida le scarpe, si mette la camicia con il collo alla coreana e si lancia all’attacco.

Non senza una buona dose di alcool in corpo (giustamente, per andare a conquistare nuovi “territori” è necessario uno sprint in più).

Chissà perché poi il Provolone, con la sua banda di Provoloni ovviamente – perché un provolone non va mai scompagnato – pensa che durante il Fuorisalone si cucchi di più? Qualcuno gli avrà detto che ci sono miriadi di belle pulzelle!

Non siate troppo severe con il Provolone: è una persona dall’animo sincero e pieno di buona volontà. D’altronde del Fuorisalone non gliene frega nulla, ma ha studiato gli eventi e tutte le installazioni della città.

 

Voto: 8.

Consiglio: Ci piacete e ci fate molta tenerezza. Siete dei cuccioli alla ricerca dell’anima gemella e il cuore non si giudica, o forse sì?

 

La Bella Pulzella alias la Provola (per il Provolone)

Quando c’è un provolone, significa che a pochi passi da lui c’è una Bella Pulzella alias Provola –ma solo per il provolone-.

Qui dobbiamo fare una distinzione: c’è la bella ragazza che è bella e non rompe le palle, e poi c’è la bella ragazza che si crede l’unica dotata di organi riproduttori e non ha problemi a guardarti dall’alto verso il basso.

Io personalmente mi butterei sul primo tipo di esemplare perché non vi chiederà di andare al party più esclusivo e di pagarle da bere, perché non si esalterà per la nuova vetrina di Louis Vuitton e perché non userà parole come “top” ogni tre minuti.

Come riconoscere una Bella Pulzella dall’altra? Potete stare tranquilli, lo capirete a colpo d’occhio.

Però, cari Provoloni, tentar non nuoce. Sappiate solo che vi serve alcool per voi e per lei, ma anche un dizionario di cazzate da sparare. Perché più fate i fighi –anche se siete dei broccoli-, più piacerete.

Vorremmo essere in voi? Per carità!

In bocca al lupo!

 

Voto: 3

Consiglio: attenta al Provolone

 

Lo Scroccone

Ammettiamolo: tutti noi siamo, o siamo stati, nel clan degli Scrocconi.

Non abbiamo cenato perché sapevamo dove trovare pizzette e patatine. Ci siamo disidratati appositamente perché sapevamo dove avremmo bevuto di più.

Però, il vero Scroccone seriale è diverso. Milano da Scrocco è la sua Bibbia e la porta sempre con sé.

Raccoglie tutto, dalle penne ai giornali, dai tramezzini mignon ai portachiavi, passando per pile, spille, penne usb, cataloghi, volantini, tovagliolini e biglietti da visita.

L’habitat perfetto per questo esemplare faunistico è ovunque ci sia qualcosa di “free”. E lo riconoscerete per le borse pesantissime che si trascina, per le tasche piene e perché è quello che sta pazientemente in fila ad aspettare il suo amato, amatissimo gadget di design.

Dobbiamo aver paura di lui?

No, la sua non è una malattia, è una smania e noi la apprezziamo perché sotto sotto il Fuorisalone è bello anche per questo.

 

Voto: 9

Consiglio: Se ti serve aiuto ad uscire da questa fissa, c’è il gruppo Accumulatori Anonimi, tranquillo.

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